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19/01/2016 - PIACENZA Eventi

Servizio civile, la Regione Emilia-Romagna approva il primo Piano di programmazione triennale


Varrà per i prossimi tre anni e prevede un finanziamento di 600mila euro all'anno

Promuovere l’impegno civico lungo tutto l'arco della vita, aumentare le risorse attraverso un’adeguata pianificazione regionale, semplificare e snellire le procedure relative al Servizio civile regionale. Sono questi, in estrema sintesi, alcuni degli obiettivi del primo Piano di Programmazione triennale del Servizio Civile in Emilia-Romagna, approvato dalla Giunta regionale, valido per il triennio 2016-2018, e che, a breve, andrà al vaglio dell’Assemblea Legislativa.
Con la stesura del Piano di programmazione triennale la Regione vuole offrire una visione di medio-lungo periodo sull’intero panorama delle iniziative di Servizio civile, sulle sue caratteristiche, i suoi destinatari e le sue potenzialità di ulteriore sviluppo. Il documento, oltre a presentare il quadro di insieme sull’andamento dei posti finanziati e delle domande presentate e accolte, fissa le linee guida per la formulazione e gestione dei progetti, pur lasciando elevata autonomia agli enti promotori, e per il monitoraggio e la valutazione delle attività in termini di efficacia e capacità di incidere e di includere rispetto all’universo giovanile coinvolto. «Un altro obiettivo del primo anno di mandato è stato finalmente realizzato.Abbiamo approvato nella seduta di Giunta dell’11 gennaio scorso – commenta così Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione e assessore al Welfare e alle Politiche abitative -, il primo Piano di programmazione triennale del servizio civile in Emilia-Romagna, un documento atteso sin dalla legge regionale del 2003». «Si tratta – spiega la vicepresidente - di un importante obiettivo per almeno tre motivi: primo, da qui in avanti presenteremo con molta trasparenza e massima chiarezza le priorità annuali del servizio civile e le risorse dedicate; secondo, intendiamo promuovere con iniziative periodiche e il ‘Celebration day’, istituito ogni annoi nel mese di dicembre, una grande partecipazione dei giovani e dei minori a queste esperienze di solidarietà e di cittadinanza civile. Terzo - conclude Elisabetta Gualmini - desideriamo estendere maggiormente il numero dei settori coinvolti nelle iniziative di servizio civile, oggi in particolare l'assistenza sociale e la promozione culturale, domani, speriamo, in ambiti  ancora più variegati». Tanti sono i ragazzi e le ragazze emiliano romagnoli che desiderano mettersi in gioco grazie a un’esperienza di solidarietà, servizio e aiuto nel campo della protezione civile e ambientale, della difesa del patrimonio artistico e culturale, dell’aiuto agli anziani e ai non auto-sufficienti, dell’accoglienza dei migranti e, più in generale, del vasto insieme di attività di pubblico interesse. L’opportunità riguarda sia il servizio civile regionale, per giovani dai 18 ai 29 anni, ai quali verrà chiesto un impegno che potrà variare in base al progetto scelto tra i 6 e gli 11 mesi e per 15-20-25 ore settimanali, con il riconoscimento di un assegno, rispettivamente di 217, 288 e 360 euro mensili, sia il servizio civile nazionale, per giovani dai 18 ai 28 anni (impegno chiesto, nell’arco di 12 mesi, di 1.400 ore complessive con il riconoscimento di un assegno mensile di 433, 80 euro). Oltre a queste misure, ai giovani impegnati nel Servizio civile regionale che abbiano svolto almeno la metà del progetto e comunque cinque mesi di attività, verrà riconosciuto l’attestato di partecipazione, che potrà essere consegnato, se possibile, in occasione del “Celebration Day”, organizzato annualmente in coincidenza, o prossimità, del 15 dicembre (anniversario dell’approvazione della prima legge italiana sull’obiezione di coscienza). Dal 2005 al 2015, i giovani dell’Emilia-Romagna impegnati nel servizio civile sono stati 15.448, a fronte delle 42.366 domande presentate nei periodi di apertura dei bandi nazionali e degli avvisi provinciali. 13.715 sono i giovani che hanno svolto attività di servizio civile nazionale e 1.733 quelli destinati al servizio civile regionale, 405 dei quali nell’ambito del programma dell’Unione europea Garanzia Giovani. I posti finanziati per esperienze di servizio civile all’estero gestiti da enti dell’Emilia-Romagna sono stati 378. I finanziamenti della Regione per il Servizio civile regionale, fino al 2013 per i giovani stranieri e poi aperto a tutti nel 2014 e 2015, ha avuto un andamento costante e un significativo incremento nel 2015 (+20%). Risorse aggiuntive a quelle della Regione sono state quelle del programma europeo di Garanzia Giovani, pari a 2.095.161,75 euro , tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015. Per il prossimo triennio le risorse del Fondo regionale del servizio civile sono confermate in 600 mila euro annui. Il sistema regionale del Servizio civile è composto dal Servizio civile nazionale che comprende le attività di Servizio civile all’estero nell'ambito del quale la Regione svolge le competenze gestionali attribuite dalla legislazione nazionale, quali la tenuta dell'albo degli enti accreditati, la verifica e l'attuazione dei progetti, e il Servizio civile regionale, un programma parallelo a quello nazionale organizzato esclusivamente all'interno dei confini regionali. Quest’ ultimo riguarda i giovani, italiani e stranieri, tra i 18 e i 29 anni, gli adulti e i minori che vogliono prestare servizio gratuitamente, e infine  le attività di Garanzia Giovani, il programma dell'Unione europea contro la disoccupazione giovanile, per il quale nel 2015 le attività di Servizio civile regionale sono state considerate eleggibili. All'interno del sistema regionale del Servizio civile un ruolo fondamentale è svolto dai Coordinamenti provinciali degli enti di servizio civile (Co.Pr.E.S.C), istituiti dalla Legge regionale del Servizio civile, n.20 del 2003 : si tratta di  associazioni di natura mista, composte da soggetti pubblici e privati, interessate a promuovere il Servizio civile e orientare i giovani nelle loro scelte, senza sostituirsi agli enti che direttamente promuovono i progetti di volontariato, i quali rimangono titolari e responsabili della gestione.

 

 





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