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06/02/2017 - PARMA Spettacolo

Il corpo delle donne tra pregiudizi e violenza nel racconto ironico e profondo di Oscar De Summa


Il 10 febbraio l’autore, attore e regista torna in scena al Teatro al Parco con «La sorella di Gesucristo», racconto della ribellione di una ragazza in un paese del Sud degli anni ‘80

Il racconto della ribellione di una ragazza a una violenza subita diventa rivelazione ironica e profonda del retroterra emotivo e culturale di una comunità. Dopo il «Riccardo III» recentemente applaudito al Teatro al Parco, Oscar De Summa torna in scena a Parma nella rassegna sul contemporaneo del Teatro delle Briciole con «La sorella di Gesucristo», terzo capitolo della sua «Trilogia della provincia», e getta nuova luce sulle nostre identità nascoste e sul rapporto tra maschile e femminile nell’Italia degli anni ’80, e forse di oggi (venerdì 10 febbraio alle ore 21, dopo lo spettacolo Oscar De Summa incontra il pubblico, conduce Roberta Gandolfi, docente di Storia del teatro contemporaneo all`Università di Parma).

Quella raccontata da De Summa è una storia tanto semplice quanto terribile. Una ragazza prende in mano una pistola Smith & Wesson 9 millimetri e attraversa tutto il paese per andare a sparare al ragazzo che la sera prima, il venerdì santo della passione, l’ha costretta a subire una violenza. Una camminata semplice, determinata, senza appelli, pubblica, che obbliga tutti coloro che la incontrano a prendere una posizione netta nei suoi confronti e al tempo stesso a svelare i retroterra emotivi e culturali sui quali la posizione che esibiscono si basa. Una ragazza che in virtù di quell’atto improvviso e inaspettato è costretta a crescere, a diventare donna, a superare gli sguardi e i pregiudizi che a questi sguardi corrispondono, superando i quali supera anche i pregiudizi stessi, come se anche questo fosse un viaggio iniziatico che dall’infanzia porta diritti nel mondo degli adulti. Si comincia dai familiari, per coinvolgere, man mano, tutti gli abitanti del paese fino a rivelare, nel profondo, la nostra società, un’Italietta convinta di un progresso automatico e teso all’infinito degli anni ‘80, tutta incentrata sull’arroganza del maschio dominatore.

Così questa ragazza per riprendersi il suo corpo, il suo corpo privato, è costretta a farlo pubblico, a darlo in pasto alla folla e ai suoi vaneggiamenti, ad assumere su di sé il suo stesso corpo sessualizzato dai maschi e dalla società contemporanea, dove l’occidente e l’oriente giocano tutto il loro potere dominante; quel corpo diviso in parti, smembrato ad uso e consumo del potere attraverso l’imposizione di visioni e divieti. Ma qual è la via per rimettere tutto al suo posto? È giusto usare la violenza per riparare ad una violenza? E se così non fosse che alternative avremo?

Un racconto lineare e scorrevole, strutturato secondo una forma classica, che si districa attraverso l’ironia, compagna di leggerezza e sorriso, per una comprensione più emotiva e consapevole che razionale, non tralasciando come alter-ego della narrazione né l’ordine del profondo né del necessario. Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato da Oscar De Summa, progetto luci e scena di Matteo Gozzi, disegni di Massimo Pastore, produzione La Corte Ospitale, Attodue, Armunia – Castiglioncello con il sostegno de La Casa delle Storie e Corsia Of.





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