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09/05/2017 - PARMA Spettacolo

May Days, incontro con la danza d’autore


Dal 16 al 20 maggio a Parma una rassegna promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole, valorizza la giovane danza contemporanea e i processi di trasmissione e di interpretazione dell’atto creativo

Una rassegna di danza contemporanea che intreccia strettamente il momento della visione, attraverso la presentazione di creazioni di coreografi di generazioni diverse, con quello della formazione, della riflessione e dell’incontro, ideati e articolati secondo principi, modalità e destinatari diversi e stratificati, nella volontà di ampliare fortemente il raggio della relazione tra tutti gli attori del processo creativo: artisti, studiosi, giovani danzatori, pubblico.

 

Dal 16 al 20 maggio si terrà a Parma <May Days, incontro con la danza d’autore>, titolo che contiene, accanto alla collocazione temporale del progetto, un invito/appello a una nuova e più forte attenzione e cura nei confronti dell’arte della danza. L’immagine del fotografo Igor Siwanowicz, scelta per i materiali di comunicazione della rassegna, è una mantide dalle sembianze pop-rock, che racchiude nella sua essenza in modo connaturato l’idea di movimento.

 

A firmare la rassegna sono, per la prima volta insieme, Europa Teatri e il Teatro delle Briciole, due realtà che da tempo nutrono nella stessa città una costante vocazione a promuovere il valore e la specificità della danza contemporanea, e che fanno entrambi parte di <Anticorpi>, la rete emiliano-romagnola impegnata da venti anni nella valorizzazione della giovane danza d’autore, e della sua estensione nazionale, <Anticorpi XL>.

A innervare la struttura multiforme della rassegna, che integra fruizione artistica, formazione e riflessione, è la volontà di indagare e riflettere sui meccanismi di funzionamento del linguaggio della danza, sulla trasmissione e sulla interpretazione di un linguaggio che ha codici propri, per avvicinare l’atto creativo e la sua fruizione, la visione dell’azione performativa e la sua analisi, e contribuire a superare resistenze e diffidenze a vantaggio di una più efficace e felice relazione tra danza e pubblico.

 

Non a caso l’apertura del programma spetta a una figura molto attenta a un’idea di <scuola> nell’accezione di dimensione della conoscenza come Claudia Castellucci, cofondatrice della Societas Raffaello Sanzio, promotrice della Scuola di movimento ritmico Mòra basata a Cesena, presente a <May Days> con <Verso la specie>, una danza che prende a modello la metrica della poesia greca arcaica, e, dal punto di vista figurativo, il ritmo dei movimenti dei cavalli (16 maggio, ore 21, Europa Teatri). L’appuntamento con Claudia Castellucci segna l’inizio di un ciclo di incontri tra gli artisti e il pubblico, tutti condotti da Gaia Clotilde Chernetich, ricercatrice dell’Università di Parma, che alimenteranno percorsi di indagine critica e conoscitiva sulla genesi e la costruzione di una creazione coreografica.

 

Sarà un gruppo di giovanissime danzatrici emiliano-romagnole a interpretare <Prometeo: Architettura>, quinto dei sei quadri del corposo e articolato progetto che la coreografa e danzatrice  Simona Bertozzi sta dedicando alla figura della mitologia greca che <introduce l’umanità alla capacità di creare, di forgiare, di coltivare e costruire>, ma che è anche, appunto, metafora di una trasmissione del sapere, della tecnica, e che diventa tramite per una riflessione sulla danza e sulla sua natura di pratica corporea tesa alla vitalità umana (19 maggio alle ore 21, Teatro al Parco).

 

L’attenzione per i coreografi delle nuove generazioni si esprime nella selezione dalla <Vetrina della Giovane Danza d’Autore>, un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Network <Anticorpi XL>, che presenta i lavori di breve formato di tre giovani artisti (18 maggio alle ore 21, Teatro al Parco). <Re-garde> di Francesco Colaleo indaga il senso della vista, la dimensione innocente di uno sguardo ironico ma privo di condizionamenti. <Soggetto senza titolo> di Olimpia Fortuni è una ricerca sul cambiamento e la ricerca di un sé in continua metamorfosi, e un’immersione in un mondo intimo e solitario, dominata dal blu, il colore della melanconia. <Horizon> di Manfredi Perego è la ricerca di un paesaggio immaginario, inesistente nella realtà, profondamente vero nella percezione umana.

 

Approda a Parma la nuova tappa del progetto <Alphabet> del gruppo nanou, formazione ravennate che lavora sull’incontro tra diversi linguaggi: del corpo, del suono e dell’immagine, e che attraverso la collaborazione dell’Università di Parma con <May Days>, trova ospitalità presso il Centro per le attività e le professioni delle arti e dello spettacolo (dal 17 a 19 maggio, dalle 11 alle 16.30). <Alphabet>, che si avvale della presenza di Daniele Albanese come coreografo ospite, nasce dalla volontà di condividere una metodologia di pratica e composizione aperta a chi è interessato a misurarsi con la danza, per rendere leggibile la complessità di cui si compongono gli elementi del processo creativo. La tappa parmigiana si intitola “Sguardi – dialogo tra coreografi, danzatori, critici d’arte, studenti, dottorandi, studiosi”, e intende riannodare, nel corso di un laboratorio di tre giorni che si conclude con una <apertura al pubblico> (20 maggio alle ore 21, Teatro Europa), i fili di una pratica, purtroppo diradata, di trasmissione del pensiero coreografico, per <coinvolgere sguardi non abituati a leggere la costruzione di un linguaggio personale>.

 

Un modello attivo di promozione e connessione di progetti di formazione al linguaggio della danza, condotti da coreografi professionisti e rivolti ad adolescenti è <Bioma>, un progetto della Rete Anticorpi nato nel 2016 che presenta ora a <May Days> quattro esiti di altrettanti laboratori (19 maggio, i primi due al Teatro Europa alle 17.30, gli altri al Teatro alle Parco alle 19). <Ò(s)chema>, a cura di Nicoletta Cabassi per Europa Teatri, muove dal concetto, teorizzato dalla filosofia neoplatonica, di un corpo immaginabile, per lavorare sul corpo inteso come strumento conoscitivo e insieme immaginifico, un corpo creato dalla danza. <Tell me>, a cura di Eleonora Gennari e Valeria Fiorini di NNChalance, è una ricerca sulle connessioni e disconnessioni, sul punto di incontro, quel piccolo tratto dove persona incontra persona, radice incontra radice. <Bianco>, ideato da Monica Francia di Cantieri Danza Ravenna, creato con gli studenti di una scuola media di Ravenna, valorizza la partecipazione emotiva e la capacità di relazionarsi nei ragazzi, soprattutto di sesso opposto, abituandoli a vivere le emozioni senza fuggirle. <Cerchi>, a cura di Elisa Cuppini del Teatro delle Briciole, indaga i rapporti tra alcune parole chiave della ricerca coreografica e la scrittura fisica, e la loro capacità di generare nuove parole, e nuove azioni e frammenti di vita danzati, di un vocabolario più ampio.





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