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28/08/2017 - Politica

Festa dell'Unità, Rosato (Pd): “Le riforme non portano consenso immediato ma servono per cambiare l’Italia”


Il capogruppo alla Camera è stato ospite della Festa Provinciale del Pd di Parma a Fontevivo

“Raccontare i mille giorni del Governo Renzi e i primi sei mesi del Governo Gentiloni non è semplice perché i provvedimenti approvati sono tanti, molti dei quali attesi da molti anni. Sappiamo bene che fare le riforme significa anche scontrarsi con ‘rendite di posizione’ e che il consenso, cambiando le cose, è difficile da conservare. Ma siamo convinti delle nostre idee e i dati, a partire da quelli economici, tutti tornati positivi, ci stanno dando ragione”.

Queste le parole di Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera dei deputati, ospite della Festa Provinciale de L’Unità di Fontevivo (PR).

“Dalla pubblica amministrazione alla scuola, dai diritti civili alla cooperazione internazionale, le riforme approvate negli ultimi anni hanno consentito di ammodernare il Paese senza aumentare in alcun modo la pressione fiscale che, anzi, per la prima volta è diminuita anche grazie ad un più efficace contrasto all’evasione” – ha spiegato – “Il nostro dovere è ora quello di rendere evidenti agli italiani i risultati ottenuti, consapevoli che ancora tanto resta da fare ma anche del fatto che oggi ci sono le condizioni per proseguire lungo il sentiero riformatore tracciato”.

Rispondendo alle sollecitazioni di Luca Galvani de “Il Parmense”, Rosato ha anche delineato gli obiettivi politici per le prossime settimane.

“La legge di bilancio resta la nostra priorità ma vogliamo sfruttare ogni giorno utile che rimane da qui alla fine della legislatura per approvare anche altri provvedimenti importanti. Penso in particolare, ma non solo, al cosiddetto ‘ius soli’ per riconoscere la cittadinanza a quei bambini che sono già in tutto e per tutto italiani perché vivono, studiano e giocano con i nostri figli ogni giorno e che spesso parlano l’italiano e il dialetto meglio di molti di noi: una legge di civiltà che non ha nulla a che fare con l’immigrazione clandestina! Poi rimane aperto il cantiere della legge elettorale sul quale ci sentiamo fortemente impegnati” – ha concluso – “il Pd è il baricentro del centrosinistra, senza il Pd il centrosinistra non esiste. Ma se chi invoca la coalizione ha in mente di poter dar vita ad un cartello elettorale utile a prendere un voto in più, come sta tentando di fare Berlusconi, ma incapace e inadatto a governare, difficilmente potrà trovare in noi un interlocutore disponibile”.

                     





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