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15/09/2017 - PARMA Cronaca

La chiusura totale del ponte sul Po: vertice a Casalmaggiore: approfondimento tra Regione Emilia-Romagna e Lombardia


Sono attese decisioni circa i tempi di intervento per la sistemazione del manufatto

Il Presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli e il Presidente della Provincia di Cremona Davide Viola hanno indetto un incontro per fare il punto della situazione del ponte sul fiume Po tra Colorno e Casalmaggiore, che è stato chiuso al traffico il 7 settembre scorso.

 

Erano presenti amministratori e rappresentanti dei Prefetti di Parma e Cremona,  i Sindaci di: Casalmaggiore, San Daniele Po, Piadena, Torrile, Colorno, Sorbolo, Mezzani; hanno inviato un documento i Sindaci di Sissa – Trecasali e Roccabianca.

 

Il ponte, come è noto, è stato chiuso nei giorni scorsi per la presenza di lesioni a carico degli elementi strutturali; l’incontro è servito per fornire aggiornamenti tecnici e definire le azioni politiche comuni.

 

“Non abbiamo nessuna possibilità di intervenire economicamente con le risorse del bilancio provinciale – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli – Già siamo impegnati a sostenere le fasi di indagine e primo intervento. E lo stesso vale per la Provincia di Cremona, che non ha adottato il Bilancio.”

 

“I risultati dell’incontro di oggi saranno portati domani dalle due Province all’attenzione delle Regioni Emilia – Romagna e Lombardia , nell’incontro che si svolgerà a Casalmaggiore “ha affermato il Presidente della Provincia di Cremona Davide Viola.

 

LA SCHEDA TECNICA

Il Ponte di Casalmaggiore sul fiume Po sull’Asolana è stato realizzato sul finire degli anni 50 del secolo scorso, ed è di competenza delle  Province di Cremona e di Parma.

 

 Il ponte è costituito da:

-Ponte principale composto da 35 campate per uno sviluppo di 1.205 m

- 2 ponti secondari lato Colorno, ciascuno di 2 campate da 25 m

- l’impalcato è costituito quasi completamente da travi prefabbricate in cemento armato precompresso.

Le spalle e le pile sono stare realizzate con fondazioni su pali.

 

Si sono conclusi oggi i sopralluoghi e la prima fase di indagini a tappeto sul manufatto, che hanno consentito di definire un piano di indagine per controlli più approfonditi sull’effettivo degrado delle strutture, in particolare sullo stato corrosivo dei cavi d’acciaio di armatura.

Sono 93 su 156 le travi che hanno problemi e necessitano di ulteriori approfondimenti, con indagine invasive.

Tali indagini richiederanno circa un mese, quindi sarà possibile definire gli interventi necessari sul ponte ed i costi relativi.

 

I PROBLEMI EMERSI

I Sindaci hanno segnalato gravissimi danni al tessuto economico di tutta quest’area centro-padana, ci sono già segnali di preoccupanti ricadute anche in termini occupazionali, per l’insostenibile appesantimento dei tempi e dei costi di trasporto delle merci, e di approvvigionamento delle materie prime.

Vi è un sovraccarico della rete stradale minore, compresi i pochi ponti, non adeguati a sostenere tali sovraccarichi, situazione che a sua volta determina veri e propri punti di paralisi nella viabilità locale dei Comuni della zona.

Le già enormi difficoltà sono destinate ad aggravarsi ulteriormente con l’apertura delle scuole.

Forzature dei blocchi, dei sensi unici alternati, mancato rispetto dei semafori che si verificano ormai costantemente e sono la dimostrazione evidente che la situazione è diventata insostenibile sia per i flussi di traffico sia per i residenti, con uno stress generalizzato e conseguenze anche sull’inquinamento ambientale.

 

LE RICHIESTE

E’ necessario un coordinamento di Polizie locali, Carabinieri e Polizia Stradale, Polizie Provinciali e addetti alla Viabilità per il controllo e la regolazione del traffico.

Per sostenere il pendolarismo per motivi di lavoro e di studio occorre che le due Regioni immediatamente si attivino per aumentare frequenza e capienza dei servizi ferroviari nell’area.

Le due Province si impegnano a verificare al più presto la possibilità che pedoni, ciclisti e motociclisti possano attraversare il Ponte.

Le due Province si impegnano anche a ricercare con le rispettive Aziende di trasporto pubblico locale ogni possibile soluzione alternativa.

I ponti e le sovrastrutture locali gravemente sovraccaricate verranno continuamente monitorate.





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