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15/11/2017 - PARMA Spettacolo

"Il mondi di ieri tra Dio e il diavolo: rassegna presentata al Teatro Regio


Teatro, opera, musica, poesia e cinema raccontano il vigore e le contraddizioni nell’arte del primo ventennio del Novecento: eventi al Regio, al Teatro Due e ai Teatri di Reggio Emilia dal 29 novembre al 10 dicembre

La chiusura dell’epopea degli imperi che si consuma fra il 1900 e il 1925 porta a uno sconvolgimento degli equilibri geo-politici, culturali e sociali europei. L’impero russo, con l’abdicazione di Nicola II nel febbraio del ’17 (cui seguirà in ottobre la presa di potere da parte dei bolscevichi), l’Austria-Ungheria, caduta a seguito della proclamazione della Repubblica, e la Sublime Porta, che da monarchia assoluta diviene Repubblica di Turchia, attraversano un profondo processo di laicizzazione che cambia la morfologia interna degli Stati e la vita dei loro abitanti. La Prima Guerra Mondiale spazza via il concetto di Dio cui era legata la sacralità degli imperi e la legittimazione a governare da parte delle case regnanti; si avvera la profezia di Zarathustra/Nietzsche sulla morte di Dio; fanno il loro ingresso nella Storia le masse, dopo il battesimo di sangue avvenuto durante il conflitto mondiale, divenendo le protagoniste delle successive tragedie europee. All’interno di questo quadro politico esploso, la vita artistica europea conosce una stagione ricchissima di contraddizioni, fra le vestigia dell’antico, che sempre più esangui faticano a trovare una collocazione nel nuovo mondo, e la frenetica avanzata di un nuovo corso che sembra voler spazzare via ogni lacerto del passato.

 

Indaga queste contraddizioni il Reggio Parma Festival 2017, con un programma di spettacoli che attraversano teatro, opera, musica, poesia e cinema, realizzato da I Teatri di Reggio Emilia, Teatro Due di Parma, Teatro Regio di Parma, dal 29 novembre al 10 dicembre 2017, (programmi dettagliati: www.reggioparmafestival.it).

 

I Teatri di Reggio Emilia scelgono la prospettiva della “Rivoluzione delle donne” da quattro punti di vista. Il 29, 30 novembre e l’1 dicembre 2017 al Teatro Cavallerizza la regista Andreina Garella ne Il meraviglioso ordinario, progetto di teatro e salute mentale, racconta con venti attori la vita autentica, che si impone alla forma teatrale e irrompe sul palcoscenico mettendo in crisi la finzione. Il 2 dicembre Matteo Caccia e Mauro Pescio dialogheranno con Serena Dandini, Michela Murgia e Lella Costa, sulle storie di donne “rivoluzionariamente normali”. A seguire, al Teatro Ariosto Lella Costa interpreta La Traviata. L’intelligenza del cuore. Infine, il 7 e il 10 dicembre 2017 al Teatro Municipale Romolo Valli, l’opera di Charles Gounod, Faust, nel nuovo allestimento firmato da Simone Derai / Anagoor con Jean-Luc Tingaud sul podio dell’Orchestra dell’Opera Italiana e del Coro della Fondazione Teatro Comunale di Modena preparato da Stefano Colò: è nella Margherita seduttrice posseduta dal demonio che trova spazio il primo rigurgito rivoluzionario delle donne.

 

Una settimana dopo la presa del Palazzo d’Inverno, i maggiori artisti e intellettuali vengono invitati allo Smol’nyj dal Comitato esecutivo dei Soviet. Si presentano in cinque; fra costoro c’è Vladímir Vladímirovič Majakóvskij. Da questo momento in poi, gli artisti russi intrecceranno, a vario titolo e in vari modi, un rapporto sofferto e fruttuoso con il nuovo potere, dall’atteggiamento di Majakóvskij che entrò nella Rivoluzione come a casa propria, per usare le parole di Šklovskij, o di Gorkij, nominato capo dell’Unione degli Scrittori, all’ambiguo rapporto con lo stalinismo di Bulgakov, passando per la tragica fine di Vsevolod Mejerchol’d.

Fondazione Teatro Due intende aprire una finestra su questo magmatico e ricchissimo momento artistico dedicandogli un’incursione che attraverso testi teatrali, poetici, epistolari, romanzi e manifesti, invaderà il Teatro Due dal pomeriggio alla notte del 2 dicembre, con il pastiche poetico-teatrale I Poeti sulle mine con Raffaele Esposito, Orlando Cinque, Anahì Traversi; il concerto del Trio Kanon interprete delle musiche di Šostakovič; l’incontro di voci recitanti, musica e video di Les adieux! Parole salvate dalle fiamme; l’installazione sonora La stanza della rivoluzione; la proiezione del film La signorina e il teppista con Vladimir Majakóvskij, Aleksandra Rebikova, Fyodor Dunayev.

Se in Majakovskij si incarnano vizi e virtù della nuova Russia, un altro eccelso poeta fa suoi i timori della affascinante e decadente Austria: come far fronte alla perdita dei valori millenari dell’Impero? Come andare incontro alla propria fine? Walter Le Moli cura la prima presentazione italiana in versione semi-stage di Jedermann Il dramma della morte del ricco di Hugo von Hofmannsthal con Laura Cleri, Nanni Tormen, Paola De Crescenzo, Giancarlo Condè, Emanuele Vezzoli, Cristina Cattellani, Luca Nucera, Carlo Sella, Massimiliano Sbarsi, Davide Gagliardini, Fiorella Ceccacci Rubino, Carlo Sella. Al centro dell’indagine di Hofmannstahl l’universo dell’uomo medio, che a livello sia personale che collettivo è attratto dalla voglia di vivere e di costruirsi il proprio destino, ma è anche minacciato dall’angoscia delle conseguenze delle sue azioni: sa infatti che, prima o poi, dovrà comparire di fronte all’Onnipotente per il Giudizio Universale.

 

I tre appuntamenti proposti dal Teatro Regio di Parma affrontano il tema del Pactum Diaboli, intrecciando musica e letteratura, parola e canto, accostando compositori di epoche e provenienze diverse che si sono lasciati ispirare nelle loro opere dall’eterna scommessa di Faust. Un percorso che vedrà protagonisti il mezzosoprano Stefanie Irany, il baritono Günter Haumer, le voci recitanti di Sergio Basile e Bruno Stori, accompagnati al pianoforte da Ani Takidze, in due diversi appuntamenti: il 9 dicembre in un recital che propone le più belle pagine musicali dedicate a Faust alternate alla lettura dei versi del poema di Goethe e domenica 10 dicembre, nell’appuntamento dedicato ai più piccoli e alle famiglie, nel quale L’uomo senza ombra rivive nei versi di Chamisso, nei lieder di Schumann e in un divertente caleidoscopio di illustrazioni rielaborate da Yuri Napoli. A seguire, sempre domenica 10 dicembre, il percorso si conclude con l’Histoire du Soldat interpretato dall’Ensemble della Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Michelangelo Mazza con la voce recitante di Sergio Basile. L’anima, l’ombra, il violino: tre entità diverse per la medesima fabula. Un patto che mette in palio la vita stessa, nel suo senso spirituale oltreché esistenziale.

 

“Tema molto appassionante quello affrontato nel progetto speciale di quest’anno del Reggio Parma Festival – dichiara Andrea Gambetta, Presidente di Reggio Parma Festival – che le direzioni delle tre Fondazioni Teatrali facenti parte l’Associazione hanno sviluppato lavorando in comunione e stimolandosi vicendevolmente. Il programma di incontri, che affronta tramite differenti forme artistiche il medesimo periodo storico, mette in risalto lo scopo statutario dell’associazione, ovvero quello di promuovere attraverso il coordinamento delle realtà facenti parte l’assemblea dei soci, tutte quelle attività di rilevante interesse culturale ed artistico, che siano atte a valorizzare e a diffondere l’amore per la cultura, per il teatro e per l’arte in genere. Questo progetto non vuol essere semplicemente una celebrazione centenaria, ma un momento di rilancio e intenzione a continuare a intensificare i legami di collaborazione e coordinamento tra le città di Parma e Reggio Emilia, attraverso le loro importanti e preziose realtà teatrali, auspicando che queste azioni aiutino una maggiore visibilità degli sforzi fatti nell’organizzazione spettacolare e che questo rappresenti un valore aggiunto anche negli anni a venire. Sono fra quelli che pensano che la cultura rappresenti un potenziale volano per l’Italia, sia per il valore sociale che ha per le nostre comunità, ma anche per l’indubbio stimolo economico che crea il turismo culturale”.

 

Ulteriori informazioni e biglietteria: www.reggioparmafestival.it

 

 

     

 

 

     

 

I TEATRI DI REGGIO EMILIA

 

La rivoluzione delle donne

 

 

Teatro Cavallerizza

mercoledì 29 novembre 2017, ore 11.00

giovedì 30 novembre, venerdì 1 dicembre 2017, ore 20.30

Progetto Teatro e Salute Mentale

IL MERAVIGLIOSO ORDINARIO

Progetto e Regia Andreina Garella

Ambientazione Mario Fontanini

Musiche Banda di Quartiere

Diretta da Emanuele Reverberi

Con Stefano Barbieri, Elena Beltrami, Luciano Bertazzoni, Lorena Bianchini, Marco Cavalli,

Giovanni Coli, Carmine Cirillo, Valeria Ferrari, Elia Ferri, Bruna Fogola, Enrico Franchi,

Giampaolo Gualtieri, Caterina Iembo, Elena Manenti, Patrizia Marcuccio, Stefano Marzi,

Antonia Prandi, Consuelo Tamburrino, Massimo Torri, Aurelio Vergai

 

Una piccola grande ordinaria rivoluzione, quella messa in atto da Festina Lente Teatro: ci si riappropria di tutto ciò che consideriamo banale: la cura di noi stessi, delle nostre care cose, degli altri. Recuperiamo lentezza, ascolto, empatia, portiamo dentro quello che prima era fuori e fuori quello che era dentro. Una piccola grande rivoluzione, la vita autentica si impone alla forma e la vita irrompe sul palcoscenico mettendo in crisi la finzione. Un teatro fatto di persone, attori fuori dagli schemi, capaci di trasformare la fatica del vivere in poesia e di offrirsi al pubblico con la sincerità del proprio corpo, dei propri movimenti, della propria voce. In scena un gruppo fuori dall’ordinario composto da persone che soffrono di disagio psichico, che con sensibilità e creatività, tra verità e finzione, contendono lo spazio scenico alle convenzioni sociali, alla prepotenza, all’egoismo. Storie ordinarie, fatte di persone, di desideri, di passioni.

 

Teatro Cavallerizza

sabato 2 dicembre 2017, ore 17.00, ingresso libero

LA RIVOLUZIONE DELLE DONNE

A cura di Matteo Caccia

Con Serena Dandini, Michela Murgia, Lella Costa

 

Tre rivoluzionarie, ognuna proveniente da percorsi diversi, raccontano storie di rivoluzioni: Serena Dandini, Michela Murgia, Lella Costa. Matteo Caccia incontra e racconta le storie di tre donne “rivoluzionariamente normali” in giro per la città di Reggio Emilia.

 

Teatro Ariosto

sabato 2 dicembre ore 20.30

domenica 3 dicembre ore 15.30

LA TRAVIATA l’intelligenza del cuore

Di Lella Costa e Gabriele Vacis

Con Lella Costa

Musica Giuseppe Verdi, Franco Battiato, Marianne Faithfull, Tom Waits

Pianoforte Davide Carmarino

Soprano Scilla Cristiano, Adriana Iozzia, Francesca Martini
Tenore Giuseppe Di Giacinto,  Lee Chung Man
Scenofonia e luminismi Roberto Tarasco

Costumi Antonio Marras

Regia Gabriele Vacis

Produzione MISMAONDA In collaborazione con Società dei Concerti di Parma

Commissione del Teatro Regio di Parma per il Festival Verdi 2017

 

La Traviata, personaggio rivoluzionario, la Traviata, opera rivoluzionaria. Lella Costa porta in scena il nuovo progetto dedicato ad una delle opere verdiane più intense, Traviata, che fu già un suo indimenticabile spettacolo teatrale. In questo nuovo allestimento, Commissione del Teatro Regio di Parma per il Festival Verdi 2017, verranno eseguite dal vivo le arie più celebri dell’opera verdiana.

 

Teatro Municipale Valli

giovedì 7 dicembre, 2017 ore 20.00

venerdì 10 dicembre 2017, ore 15.30

FAUST

Musica di Charles Gounod

Interpreti principali Francesco Demuro, Ramaz Chikviladze, Davinia Rodriguez,

Shay Bloch, Benjamin Cho, Matteo Ferrara, Nozomi Kato
Orchestra dell’Opera Italiana

Coro della Fondazione Teatro Comunale di Modena

Direttore Jean-Luc Tingaud

Regia Simone Derai / Anagoor

Scene e costumi Simone Derai e Sivia Bragagnolo / Anagoor

Video Simone Derai e Giulio Favotto /Anagoor

Luci Lucio Diana

Maestro del coro Stefano Colò

Nuovo allestimento

Coproduzione Fondazione Teatro  Comunale di Modena,

Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

 

 

BIGLIETTERIA  I TEATRI DI  REGGIO EMILIA  -  Tel.  0522 458811 -  biglietteria@ iteatri.re.it

Il meraviglioso ordinario € 5 (scuole, 29 novembre ore 11.00) / € 10 (30 novembre, 1dicembre, ore 20.30)

La Traviata. L’intelligenza del cuore  € 25/20/15

Faust  € 60,00/50,00/40,00/30,00

 

 

PARMA, TEATRO DUE

 

sabato 2 dicembre 2017, dalle 17.30 a notte fonda

LA NOTTE BIANCA DEI SOVIET

 

Spazio Shakespeare 1, ore 17.30

Film
LA SIGNORINA E IL TEPPISTA 

Regia di Vladimir Majakovskij ed Evgenij Slavinskij

Con Vladimir Majakovskij, Aleksandra Rebikova, Fyodor Dunayev

 

Edmondo De Amicis ispira, con il suo racconto La maestrina degli operai, l’unico titolo sopravvissuto nell’attività cinematografica di Vladimir Majakovskij, La signorina e il teppista. Realizzato nel 1918 su sceneggiatura e nell’interpretazione del poeta, la pellicola racconta la storia di un furfante innamorato della maestra di una classe collettiva di paese nella Russia pre-rivoluzionaria.

Un soggetto molto romantico, in cui Majakovskij riprende un personaggio comune nella sua poesia non ideologica, il “teppista”, un’irresistibile canaglia dal cuore d’oro con una pericolosa propensione ad innamorarsi follemente e a farsi spezzare il cuore. Un personaggio probabilmente autobiografico.

La signorina e il teppista documenta non solo la passione di Majakovskij per il cinema, espresso nei numerosi richiami a Douglas Fairbanks, Charlot e Keaton che si trovano nei suoi poemi, ma anche il suo talento di interprete: come ha detto Goffredo Fofi «nel ruolo che si è scritto addosso, su misura, Majakovskij, con la sua ombrosa virilità, sa gestire la mimica corporea e facciale con perizia sorprendente: se il corpo è ancora teatro, il volto è già cinema».

 

Spazio Minimo, ore 18.45

I POETI SULLE MINE

Pastiche poetico-teatrale da Majakovskij e gli altri

Con Raffaele Esposito, Orlando Cinque, Anahì Traversi

Produzione Fondazione Teatro Due

In collaborazione con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

 

Una casa piccola, molti spazi condivisi, praticamente una vita comune. È quella di Osip e Lili Brik, marito e moglie, insieme al poeta della Rivoluzione, l’uomo con una cravatta di camicia e una camicia di cravatta, il cantore delle folle, Majakovskij. Nel fervore della nazionalizzazione, pubblico e privato si fondono in un gorgo che è futuro e passato, teatro e realismo, Rivoluzione permanente e lotta alla burocrazia. L’amore impossibile di un uomo che è stato tutto, una voce potente come 150.000.000 persone e troppo flebile per strappare l’esclusività alla donna della sua vita. L’universo in un appartamento, su un palcoscenico, in piazza. È in quella casa piccola che si consuma la vita del rappresentante di una generazione che ha dissipato i suoi poeti. Lenin incoraggiò la partecipazione dell’Intelligencija alla costruzione del nuovo mondo rivoluzionario, in una vera e propria chiamata alle armi delle penne più autorevoli della letteratura nazionale, non meno affilate delle baionette dell’Armata Rossa. Non tutti cantarono all’unisono il peana rivoluzionario…

Autore controverso e provocatorio, Vladimir Vladimirovic Majakovskij, resta una delle voci più potenti della grande fucina artistica sviluppatasi negli anni del ribaltamento politico e culturale della Russia post-zarista, complici gli allestimenti di alcune fra le sue opere teatrali da parte di un Maestro della regia teatrale, Vsevolod Mejerchòl’d.

 

Piccola Sala, dalle ore 18.50

Installazione sonora

LA STANZA DELLA RIVOLUZIONE

Adattamento di Silvana Natoli da “I dieci giorni che sconvolsero il mondo” di John Reed

Ideazione Lisa Ferlazzo Natoli e Maddalena Parise

Voce  Elio De Capitani

Paesaggio sonoro Gianluca Ruggeri

Regia del suono Giuseppe Silvi  

 

22 minuti per raccontare in un’istallazione sonora - con le parole di John Reed e la mirabile interpretazione di Elio De Capitani - la Rivoluzione bolscevica. Quei dieci giorni che, fra l’ottobre e il novembre del 1917, sconvolsero il mondo. Dieci giorni che Reed, giornalista e militante socialista americano, ricostruisce in forma peculiare, a metà strada fra racconto, reportage giornalistico e cronaca in tempo reale.

272 pagine setacciate e condensate con cura da Silvana Natoli per ricordare - fra le note della Sinfonia n° 2 di Šostakovič utilizzata da Ejzenstejn per La Corazzata Potemkin ed echi lontane dell’Internazionale - le notti gelate a Pietroburgo, il governo provvisorio di Kerenskij, le prime parole di Lenin all’Istituto Smol’nij sede del Soviet o la stupefacente richiesta di soldati senza scarpe né cibo: “ci avete portato qualcosa da leggere?”. La registrazione in quadrifonia, come se la voce di De Capitani “accadesse” letteralmente “qui e ora” muovendosi nella stanza, e l’utilizzo di una cassa multidirezionale S.TO.NE danno al racconto di Reed l’imprevedibilità e l’incanto di quei dieci giorni.

 

Spazio Shakespeare 2, ore 20.30

TRIO KANON

Violino Lena Yokoyama Violoncello Alessandro Copia Pianoforte Diego Maccagnola

Musiche di Dmitrij Šostakovič

Trio per violino, violoncello e pianoforte n. 1 in do minore op. 8

Trio per violino, violoncello e pianoforte n. 2 in mi minore op. 67

 

Spazio Bignardi, ore 21.30

LES ADIEUX! PAROLE SALVATE DALLE FIAMME

Ideazione Lisa Ferlazzo Natoli, Gianluca Ruggeri

Voci recitanti Lisa Ferlazzo Natoli, Fortunato Leccese

Musiche a cura e di Gianluca Ruggeri

Immagini Alessandro Ferroni, Maddalena Parise

Disegno luci Luigi Biondi

Regia, Spazializzazione del suono Giuseppe Silvi

Flauti Midi devices Gianni Trovalusci

Bayan Samuele Telari

Viola Costanza Negroni

Percussioni e Live electronics Gianluca Ruggeri

Soprano Galina Ovchinnikova

Regia Lisa Ferlazzo Natoli

 

“Un melologo per il nuovo millennio”, Les Adieux! Parole salvate dalle fiamme è un incontro di voci recitanti, musica e video. I tre attori si confrontano con un ensemble di quattro strumenti (viola, flauti, bayan e percussioni) Esenin, Majakovskij, Pasternak e Blok, compagni di strada della rivoluzione e dissidenti per posizione, con le loro parole, le loro contraddizioni, le loro morti e i loro esili, sono protagonisti di una traversata da un’epoca a un’altra, un viaggio a ritroso per recuperare radici antiche, trovare in versi e parole il ritmo di tamburi e il refrain di ballate popolari. Schegge d’esecuzioni celebri, discorsi di Lenin, Trotsky e Chrušcëv alla nazione, esperimenti futuristi e canti dell’Armata Rossa si muovono insieme a frammenti di film di Ejzenštejn, materiali d’archivio, riprese live ed elaborazioni video, in un continuum musicale attraverso il quale reinventare associazioni e narrazioni, riportare in vita l’alba di un’epoca e la sua fine, percepirne la folgorante eredità.

 

ore 22.30

Comincia la notte bianca…

 

martedì 7 dicembre 2017, ore 20.30

JEDERMANN

Il dramma della morte del ricco

Di Hugo von Hofmannsthal

Con Cristina Cattellani, Fiorella Ceccacci Rubino, Laura Cleri, Giancarlo Condè, Paola De Crescenzo, Davide Gagliardini, Luca Nucera, Nanni Tormen, Massimiliano Sbarsi, Carlo Sella, Emanuele Vezzoli

 

Versione semi-stage a cura di Walter Le Moli

Prima presentazione italiana

 

Due anni dopo la caduta dell’impero austro-ungarico, Strauss, Reinhardt e Hofmannsthal (assieme ad Alfred Roller e Franz Schalk) fondano a Salisburgo il Festival, inaugurandolo con Jedermann di Hugo von Hofmannsthal, realizzato, con la regia di Max Reinhardt, sul sagrato e nella piazza del Duomo. Richiamandosi alle Sacre Rappresentazioni del Medioevo, Hofmannstahl indaga le possibilità di una narrazione appartenente al passato senza tentare modernizzazioni, e allo stesso tempo tratta l’universo dell’uomo medio, che viene attirato sia dalla sua voglia di vivere e di costruirsi il proprio destino, sia dalle angosce di chi deve comparire davanti al giudizio dell’Onnipotente. Questa visione della morte come giudizio immediato nonché individuale dell’uomo richiama la tradizione cattolica medievale, in cui la vita terrena era intesa solo come un passaggio necessario alla purificazione (o alla dannazione eterna) dell’anima. L’attenzione allo scavo nell’interiorità di un uomo (e di ogni uomo) rispetto alla morte, alla responsabilità sociale e al rapporto con il divino e con se stesso propongono una visione estremamente moderna e problematica dell’essere umano.

 

 

BIGLIETTERIA DEL TEATRO DUE DI PARMA  -  Tel.  0521  230242 -  biglietteria@teatrodue.org

La notte bianca dei Soviet  € 35

I poeti sulle mine, Trio Kanon, Les Adieux! Parole salvate dalle fiamme, Jedermann  € 12

 

 

 

TEATRO REGIO DI PARMA

 

Pactum Diaboli

Il progetto di questa edizione del Reggio Parma Festival prevede un excursus sul tema del “Patto col Diavolo” che sta al centro del mito di Faust, forse, con Don Giovanni, uno dei miti fondanti dell’età moderna, quasi a costituirne il topos originario. Molte sono infatti le versioni della storia ma, come ci insegna l’analisi morfologica e strutturale delle fiabe, accanto alle innumerevoli  varianti vi sono delle costanti, che, nella loro persistenza, rendono identificabile l’appartenenza di quella particolare storia alla medesima costellazione mitica. Il patto, ossia la compravendita dell’anima, una transazione da sottoscrivere con un personaggio demoniaco – il diavolo stesso o talvolta un suo emissario – costituisce senz’altro il principale elemento invariante: presente fin dall’epoca medievale in fiabe e leggende d’origine popolare, il contratto, firmato spesso col sangue - sta sottolineare come la posta in gioco sia la vita stessa, intesa nel suo contenuto spirituale oltreché esistenziale. Il baratto è infatti sempre rischioso, poiché il prezzo da pagare per i servigi offerti dal demone è l’anima del contraente.

Il racconto può essere declinato in vari modi, avere un finale moraleggiante, con la dannazione eterna dell’incauto avventuriero ovvero un esito comico, nel quale lo scaltro contadino inganna il diavolo, solitamente grazie ad un cavillo giuridico. Anche gli elementi chiamati in causa a rappresentare la posta in gioco possono mutare e l’anima della versione classica, cui rimane fedele il classicissimo Goethe, può venir sostituita, in un procedimento di proiezione simbolica metaforica, da un oggetto fisico, come il violino del Soldato, le cui corde non vibrano più, come un’anima disseccata, nella bellissima versione del racconto che ne danno Stravinskij e Ramuz nell’Histoire du Soldat, oppure una cosa immateriale ma profondamente legata alla dimensione umana, come la propria ombra, che viene sottratta dal demonio al povero Peter in cambio di una borsa magica, ne La storia straordinaria di Peter Schlemihl. L’uomo senza ombra, racconto pubblicato nel 1814 dal poeta romantico tedesco Adalbert von Chamisso.

 

Ridotto del Teatro Regio di Parma

sabato 9 dicembre 2017, ore 20.30

FAUST, ETERNA SCOMMESSA

Mezzosoprano Stefanie Iranyi  Baritono Günter Haumer  Voce recitante Bruno Stori  Pianoforte Ani Takidze

Musiche di Ludwig van Beethoven, Pëtr Il’ič Čajkovskij, Franz Liszt, Johann Carl Loewe,

Modest Musorgskij, Franz Schubert, Giuseppe Verdi, Richard Wagner

 

Il poema di Goethe, con i suoi personaggi immortali, Dottor Faust, Mefistofele e Margherita, è stato fonte d’ispirazione per musicisti di ogni epoca, che hanno voluto dedicargli opere liriche, composizioni sinfoniche, da camera, tra i quali ci piace ricordare Gounod, Shumann, Berlioz, Shubert, Beethoven, Wagner, Liszt, Boito, Mussorgskij, Busoni, Schnittke.  Nel programma sarà proposto un itinerario fra alcune delle pagine più belle della letteratura musicale dedicata a Faust, in versione da camera con accompagnamento al pianoforte, alternate alla lettura di versi dal Faust di Goethe da cui traggono ispirazione.

 

Sala di scenografia del Teatro Regio di Parma

domenica 10 dicembre 2017, ore 16.00

L’UOMO SENZA OMBRA

La storia straordinaria di Peter Schlemihl da 6 anni

Frauenliebe und leben  op. 42 per voce e pianoforte

Musica Franz Schumann

Mezzosoprano Stefanie Iranyi  Voce recitante Sergio Basile  Pianoforte Ani Takidze

Elaborazione grafica delle illustrazioni originali Yuri Napoli

 

Dedicata al pubblico dei più piccoli e delle famiglie, questa ennesima declinazione del tema del patto col diavolo è affrontata col linguaggio della narrazione, accompagnata dall’esecuzione di lieder di Schumann ispirati a Chamisso e da un divertente caleidoscopio di immagini grafiche che restituisce il sapore dell’illustrazione primo Novecento.

 

Ridotto del Teatro Regio di Parma

domenica 10 dicembre 2017, ore 20.30

HISTOIRE DU SOLDAT Suite da concerto per violino, contrabbasso, clarinetto, fagotto, tromba, trombone, percussioni

Musica Igor’ Stravinskij

Ensemble della Filarmonica Arturo Toscanini

Direttore Michelangelo Mazza

Voce recitante Sergio Basile

 

Composta da Stravinskij nel 1918, negli ultimi mesi del Primo conflitto mondiale, su libretto in francese di Charles-Ferdinand Ramuz, esule come lui in Svizzera, l’opera è un intreccio di balletti, musica da camera e un racconto ispirato al mito di Faust.

 

 

BIGLIETTERIA TEATRO REGIO DI  PARMA  -  Tel.  0521  203999 -  biglietteria@teatroregioparma.it

Posto unico € 10; ridotto (fino a 15 anni) € 5

 

 





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