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25/01/2018 - PARMA Spettacolo

Chiara Guidi: "Ecco il mio teatro tra infanzia e voce": ultimi appuntamenti


La stagione del Teatro delle Briciole dedica un focus all’attrice e regista co-fondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio: guiderà il pubblico alla scoperta della sua lunga ricerca sulla voce e della sua visione dell’infanzia

«Credo che il mio lavoro si ponga tra infanzia e voce, per la loro capacità di sollevare qualcosa che non si vede ancora e di credere in ciò che ancora non è. Per questo voglio stare con la cultura di cui i bambini sono portatori». Chiara Guidi, regista e attrice,  co-fondatrice della Societas Raffaello Sanzio, figura di spicco del teatro italiano, spiega così il titolo del progetto «Tra infanzia e voce. Il teatro di Chiara Guidi», uno spazio speciale che le dedica la stagione del Teatro delle Briciole e che comprende la presentazione del suo nuovo libro, due spettacoli e un laboratorio con esito finale che incrociano il teatro per l’infanzia e il teatro contemporaneo.

Si inizia domenica 21 gennaio alle 16.30 con «Fiabe giapponesi», rivolto a bambini dai sette anni, in cui la Guidi ha scelto tre fiabe dell’antica tradizione giapponese e le ha inserite in una rappresentazione che vede i bambini partecipare in prima persona: alcuni sono invitati con lei in scena a eseguire un preciso lavoro, altri , seduti in platea, vengono sollecitati a un dialogo che intercala i racconti. I bambini, dunque, sono dentro lo spettacolo, sperimentandone in prima persona il percorso di rappresentazione. Chiara Guidi ha attinto alla tradizione giapponese per il carattere “arbitrario” di queste fiabe, nel senso che non rimandano ad altro che a se stesse e alle loro semplici storie: a differenza di quelle classiche della nostra tradizione, non contengono una “morale”. Liberate da ogni zavorra di implicito insegnamento, esse si librano sfrenate nell’universo fantastico dell’invenzione, e i bambini - pronti all’ascolto, alle apparizioni di ombre, all’immaginazione attiva - si muovono con loro.

Martedì 23 gennaio alle 18.30, all’EnoLibreria Chourmo di Via Imbriani 56, Chiara Guidi parla de «La voce in una foresta di immagini invisibili», il suo nuovo libro pubblicato da Nottetempo in cui racconta per la prima volta la sua ricerca sulla voce, descrivendo gli elementi atemporali e archetipici di questo strumento: una ricerca che la porta a giocare con le parole fino a perderne il senso, per poi recuperarlo sondando limiti, forme e potenzialità del linguaggio sonoro. Per ritrovare il significato sia della voce sia delle parole, queste vanno scarnificate, soppesate, scomposte e ricomposte, devono diventare altro per toccare un senso più profondo.

In questo libro, in cui si ibridano il saggio, l’opera d’arte e la biografia, Guidi ci fa dono dei diagrammi, degli schemi e delle curve utilizzati nel suo lavoro: la voce può arrivare lì dove nessuno può ascoltarla, e anche in quello spazio diventa corpo e trova una sua nuova necessità d’essere.

Si torna al Teatro al Parco giovedì 25 gennaio alle 21 con «Inferno, esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia di Dante»,  una nuova tappa della ricerca vocale e musicale sulla poesia di Dante avviata qualche anno fa con il violoncellista Francesco Guerri. Il cuore del lavoro è l’esplorazione amorevole e millimetrica del senso, del suono, del “corpo” della voce umana e del violoncello messi alla prova e quindi trasformati dalla potenza, per se stessa sonora, delle parole di Dante. Dopo lo spettacolo la compagnia incontra il pubblico, conduce Roberta Gandolfi, docente di Storia del teatro contemporaneo all’Università di Parma.

L’ultimo appuntamento è sabato 27 gennaio alle 19, con l’esito di «Sssssst… Silenzio!», laboratorio rivolto a docenti, giovani e adulti. Al centro del lavoro il tema del silenzio: «in teatro il silenzio va creato, perché nel silenzio c'è un detto anche se non è detto.  E diventa la pausa oppure il momento del respiro, o, ancora, il ritmo dell'attesa. Nel corso del laboratorio abbiamo cercato il silenzio nella storia dell'arte, nella musica, nell'architettura. Metteremo in scena un piccolo testo per trovare,attraverso la parola, quella forza che lo spazio tra le parole apre. Dilateremo il ritmo. Sarà emozionante attendere finché lì, nel silenzio, una porta si aprirà, lentamente».





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